sabato 17 dicembre 2011

Imprenditorialità sociale (parte III)

Con questo post desidero chiudere la riflessione sull’imprenditorialità sociale che avevo lasciato in sospeso con il mio precedente post. Colgo inoltre l’opportunità per introdurre ai lettori e dare un benvenuto a Valentina Cecchetto, un nuovo membro del nostro team che presterà particolare attenzione a tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’imprenditorialità sociale, green e sostenibile in genere. Dunque in attesa dei primi post di Valentina sul tema, vado a chiudere il mio thread cercando di offrire qualche elemento di discussione sul possibile ruolo del governo a sostegno dell’imprenditorialità sociale. Sarò schematico, con l’intento di suggerire semplicemente alcune possibili linee di intervento sulla base di esempi esistenti:

Creare degli istituì dedicati alla promozione dell’imprenditorialità sociale
o  In Louisiana è nato un incubatore per progetti di innovazione sociale in risposta a Katrina. Trovate i dettagli qui 
o  La casa bianca ha creato un Office of Social Innovation and Civic Participation 

Promuove l’imprenditorialità sociale attraverso premi, riconoscimenti, manifestazioni
o  SocialInnovation Forum di Boston seleziona 5 idee ad alti impatto sociale offrendo un pacchetto di servizi e risorse finanziari ai vincitori che vengono affiancati e supportati per 18 mesi 
o  Le fondazioni, come accennato nel precedente post, premiano e celebrano casi di successo (Ashoka, Skoll, Schwab, …). Schwab ad esempio selezione annualmente l’imprenditore sociale dell’anno e lavora in partnership con diverse scuole per dedicare loro casi studi etc.

Rimozione di barriere legali e fiscali a supporto degli imprenditori sociali
o  StartUp America ha creato una piattaforma online per permettere agli imprenditori di suggerire aree di intervento. Ha inoltre organizzato un roadshow in 8 città per incontrare imprenditori e intavolare una discussione su aree di intervento
o  Alcuni governi hanno introdotto strumenti finanziari quali il “Social Impact Bond”:  un prodotto derivato legato alla performance di una organizzazione no-profit che cerca di risolvere un problema sociale. A seconda della performance dell’organizzazione lo stato paga un interesse più o meno alto. Dunque c’è un costo monetario pubblico subordinato all’impatto sociale!
o  Penso inoltre a nuove forme giuridiche come la low profit limited liability partnership (detta anche LC3, introdotta per la prima volta in North Carolina). Oppure la community interest company in UK  (intorodtta nel 2005) forma misto profit-no profit. Insomma forme che facilitino la costituzione di imprese con modelli di business ibridi

Dedicare una piccola percentuale di finanziamenti pubblici alla sperimentazione sociale
o  Creare, perché no, un portfolio di progetti di innovazione sociale

Creazione di fondi di investimento misti pubblico privati dedicati all’innovazione sociale
o  Fondi di Social Venture Capital (SVC) con criteri rigorosi di monitoraggio e selezione che permettano lo scaling di progetti a carattere sociale. Sempre con un obietivo di triple bottom line in testa: people, planet, profit. Penso ad esempio all’Acumen Fund, creato da Cisco e dalla Rockfeller Foundation. Si tratta di un fondo globale non profit che ha come missione quella di alleviare al povertà del mondo attraverso modelli di innovazione sociale (equity o debito, no grant)
o  Poi le fondazioni filantropiche tipo Ashoka, Skoll, Robin Hood Foundation
  
Mobilitare il volontariato
o  ReServe è una sorta di agenzia di lavoro interinale completamente dedicata al volontariato over 50 per persone che vogliono spendere la loro professionalità per cause di tipo sociale. Insomma un placement del volontariato
o  TaprotFundation è una fondazione che fa matching tra professionisti qualificati in pensione e servizi non profit in campo educativo/salute/ambiente. I grant non sono soldi ma ore di forza lavoro qualificata da impiegare su progetti sociali

Insomma di idee e iniziative se ne possono immaginare molteplici. Servono maggiori punti di riferimento sul territorio e una più diffusa sensibilizzazione. Nel nostro piccolo cercheremo di darci da fare mantenendo un flusso costante di idee e riflessioni su questo affascinante e fondamentale tema. Chiudo socnsigliandovi questo bel video realizzato dalla fondazione Make a Change.



A presto.

1 commento:

  1. Credo sia davvero importante immaginare infrastrutture pubbliche a sostegno degli imprenditori sociali. Ad esempio degli incubatori dedicati. Segnalo inoltre il ruolo delle competizioni per business plan. Tipo quelle promosse da Make a Change e dalla fondazione Only the Brave. Ciao. Andrea

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